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Storia della moda

L’abbigliamento del periodo Gotico

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Il XII secolo è caratterizzato, per quanto riguarda l’abbigliamento del periodo Gotico, da una ventata di innovazioni sia per la lavorazione dei tessuti che per la loro raffinazione. L’Italia divenne uno dei primi Paesi per la manifattura tessile e per la produzione di seta. La sua relativa lavorazione, volta essenzialmente al confezionamento di abiti lussuosi, trovò i suoi centri di maggior prestigio nelle città di Lucca, Firenze e Genova. Altro primato per l’Italia fu l’introduzione di nuovi ed importanti elementi come i bottoni che, visto il nuovo gusto di far combaciare l’abito sempre di più al corpo, facilitavano tale aderenza.

abbigliamento del periodo gotico

Esempio di abiti indossati nel periodo Gotico

I vestiti del periodo Gotico

Per contro nacquero, nelle vesti femminili, gli strascichi che aumentavano il valore dell’abito perché commisurato alla quantità di stoffa utilizzata. In pratica, si può affermare che l’abbigliamento del periodo Gotico risente di quello che contemporaneamente avveniva in architettura: allungamento delle linee verticali, slancio e assottigliamento della figura. Gli abiti maschili erano costituiti dalla camicia, la veste, sopravvesti smanicate o con maniche e il mantello. Elemento nuovo, per l’uomo, fu il farsetto, una sorta di giubbotto corto, aderente da indossare sulla camicia. Nel XIII secolo le novità continuano con l’introduzione, negli abiti femminili sempre più allungati dagli strascichi, della scandalosa scollatura e delle ancor più “indecenti” finestre d’inferno: audaci aperture sui lati della sopravveste che lasciavano vedere il corpo appena coperto dalla tunica sottostante. L’abbigliamento del periodo Gotico, in ambito maschile, incomincia a differenziare la parte superiore da quella inferiore, avviando la successiva rivoluzione dell’abito con giacca e pantaloni. Gli indumenti si accorciano e le braghe diventano sempre più aderenti tanto da essere vere e proprie calze che lasciano vedere le gambe e che contengono una suola finale evitando l’uso di scarpe. Per i rigori del freddo entra in uso il soprabito come la pellanda, dotata di maniche molto lunghe, o la giornea, con aperture ai lati per infilarvi le braccia. Il copricapo femminile, tipico dell’abbigliamento del periodo Gotico, era l’hinnin, costituito da un alto cono dal cui vertice discendevano veli. In pratica, il famoso “cappello a punta” delle fate che tanto ha fatto fantasticare le bambine di innumerevoli generazioni.

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